sabato 3 gennaio 2009

Gli U2 a Venaria

Tour degli U2, in Italia il 3 luglio

Il nuovo album degli U2 "No line on the Horizon" - tra i più attesi del 2009 - uscirà il 2 marzo. Poi sarà il tempo di un tour che vedrà la band approdare anche in Italia.

Appuntamento per tutti i fan il 3 luglio in una location ancora da definire. Se in un primo momento, infatti, sembrava certo lo Stadio Meazza di Milano, ora - come riporta il sito de La Stampa - teatro dell’evento potrebbe essere la Reggia di Venaria, alle porte di Torino.

Una richiesta ufficiale per organizzare il concerto tra le mura settecentesche è stata infatti recapitata negli uffici italiani di Livenation, la multinazionale della musica che organizza il tour 2009 degli U2. E tra i sostenitori del sì c’è anche Fabrizio Del Noce, direttore di Raiuno e presidente del Consorzio La Venaria Reale.

Sebbene le trattative siano ancora all’inizio, il concerto evento potrebbe essere grande fonte di promozione per l’intero Piemonte e trasformarsi addirittura in un dvd, sulla scia dell'"U2 Go Home: Live from Slane Castle", registrato in Irlanda nel 2001.

Philippe Daverio, critico d’arte, ha così commentato la notizia: "Non mi scandalizzo, anzi credo che sia necessario non essere anchilosati sulla cultura, non irrigidirsi sulle scelte. Se l’operazione è quella di cannibalizzare il patrimonio per avere successo e per far parlare di sé, è una follia. Ma se le motivazioni sono quelle di promuovere e diffondere la conoscenza della Reggia di Venaria, è un altro discorso. Può diventare un’occasione per far scoprire un tesoro".

Fonte: excite

Gli U2 a Venaria: "Macché scandalo Farà scoprire questo gioiello"

Luca Ferrua

Philippe Daverio, il divulgatore d’arte più amato dagli italiani, non si scandalizza di fronte l’ipotesi di un grande concerto rock alla Reggia di Venaria.

Daverio, mettere insieme per forza arte, storia, rock e portare 250 mila persone in un gioiello del patrimonio culturale italiano non è una di quelle trovate estemporanee che hanno già fatto danni in passato?
«Non credo. Se accadrà sarà un test molto torinese, una prova pratica per vedere se la Reggia regge all’assalto di 250 mila visitatori, come si fa con le automobili per capire il punto di rottura. Scherzo: Venaria era un luogo di festa, gli U2 sono un grande gruppo. Io non mi scandalizzo, anzi credo che sia necessario non essere anchilosati sulla cultura, non irrigidirsi sulle scelte».

Lei è stato assessore a Milano dal ‘93 al ‘97 con Formentini sindaco: mai fatto niente del genere?
«Eccome, se l’ho fatto! Ho portato 18 mila persone a Palazzo Reale nel cuore della notte per la mostra di Richard Avedon. Si ballava e c’erano le cubiste».

Quindi promuove gli U2 a Venaria?
«Quello che conta è portare la gente in un posto in cui non è mai andata. Ma, ovviamente, va fatto con giudizio. Se l’operazione è quella di cannibalizzare il patrimonio per avere successo e per far parlare di sé, è una follia. Ma se le motivazioni sono quelle di promuovere e diffondere la conoscenza della Reggia di Venaria, è un altro discorso. Può diventare un’occasione per far scoprire un tesoro. Tutto dipende dal modo in cui l’evento viene governato».

Un consiglio di sopravvivenza agli organizzatori?
«Suggerire a chi ha deciso di mettere in cantiere questo progetto di non promettere che non romperà niente, come si fa con le tazzine della nonna, ma di dimostrare che dietro al concerto degli U2 a Venaria c’è un progetto ideologico di comunicazione culturale. Insomma, c’è la scelta di credere nel proprio patrimonio».

Fonte: La Stampa

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