Il fiume della creatività è in piena e si prepara a esondare, nei prossimi giorni con i suoi giovani talenti, nelle strade cittadine. Sono loro, gli studenti dell’Accademia di Belle Arti, che escono dall’antica struttura per invadere Firenze. Sarà una «guerriglia» di artistici gesti e antiche convinzioni. «Il degrado cittadino, noi, lo combattiamo con l’arte!» dice Michele, rappresentante degli studenti. E questo è il punto di partenza, come cita anche il nome del progetto stART Point, che dal 15 al 23 maggio occuperà trenta spazi per mettere in mostra la creatività. Un modo accattivante e dinamico di concepire l’arte. Perchè proprio fuori le mura dell’Accademia c’è il pubblico e lì i giovani artisti hanno deciso di portare le loro opere. Gallerie, musei, piazze e giardini, ma anche librerie, teatri, scuole ed altri luoghi che non hanno l’abitudine di conversare con l’oggetto artistico. Capitano di questa avventura è il Presidente dell’Accademia, Paolo Targetti. «Per la prima volta non sarà il pubblico a venire nei luoghi dell’arte ma saremo noi a conquistare la città» dice Targetti. «Sarà una guerriglia urbana combattuta con armi virtuose, con talento e fresca creatività».
Il progetto, che si colloca all’interno del Genio Fiorentino, porta avanti quelli che sono alcuni punti fondamentali della rinnovata politica di promozione dell’Accademia: rivalutazione del contemporaneo e incitamento al collezionismo. «L’artista non vive se non esiste il collezionista. È necessario però uscire dalla bolla speculativa del mercato e proporsi in modo sostenibile» precisa Targetti. In quest’ottica l’Accademia permetterà ai cento giovani di vendere le opere in mostra, libere da ogni impegno contrattuale con l’istituzione. Un’opportunità che ironicamente Targetti definisce «low cost», meno urlata e molto più sobria della compravendita dei sempre più rari collezionisti. La kermesse creerà quindi una rete tra 10 gallerie, molti atelier ma anche spazi inusuali, come piazza Bartali davanti alla Coop (dove un’istallazione video meccanica metterà in scena alcune frasi di Giorni felici di Samuel Beckett) o il Pronto Soccorso di Careggi allestito con i dipinti dei giovani artisti. E ancora: una mostra nei sotterranei degli Innocenti alla Santissima Annunziata per indagare il movimento del paesaggio, mentre nelle serre del Giardino dei Semplici ci saranno lunghi teli di seta dipinti e interventi sui vetri.
Un evento che richiama alla mente la Biennale dei giovani talenti, a cui gli stessi organizzatori non negano d’ispirarsi. Previste anche cinque lezioni pubbliche che troveranno come aula piazza Santissima Annunziata. Oliviero Toscani (lunedì 18), Philippe Daverio (martedì 19), Bruno Corà (giovedì 21), Sergio Risaliti (venerdì 22) e Sergio Givone (sabato 23) si alterneranno alla cattedra con interpretazioni di opere e temi tra modernità e contemporaneità. «Questa è la proposta di un nuovo umanesimo, una riflessione pubblica sullo stato e la necessità dell’arte e un punto di partenza da cui muovere i nostri passi», ha puntualizzato Giuseppe Andreani, direttore dell’Accademia. «A ciò non mancherà l’opportunità di discussione per esigenze oramai urgenti: continua la mancanza di spazi per l’Accademia. Stiamo cercando di creare un Polo delle Arti, in comunione con il Conservatorio Cherubini e l’Istituto ISIA, ma sussistono le difficoltà. Per il momento l’Accademia si apre alla città in modo metaforico e artistico». A questo discorso Paolo Targetti annuisce brandendo la spada sugli accadimenti recenti. « stART Point è la risposta dell’Accademia di Belle Arti a Firenze che le ha negato lo spazio Quarter di Gavinana».
fonte: corrierefiorentino


