mercoledì 6 maggio 2009

A Firenze in piazza Santissima An­nunziata il 19 maggio

Il fiume della creatività è in piena e si prepara a esondare, nei prossimi giorni con i suoi giovani talenti, nelle strade cittadine. Sono loro, gli studenti dell’Ac­cademia di Belle Arti, che escono dal­l’antica struttura per invadere Firenze. Sarà una «guerriglia» di artistici gesti e antiche convinzioni. «Il degrado citta­dino, noi, lo combattiamo con l’arte!» dice Michele, rappresentante degli stu­denti. E questo è il punto di partenza, come cita anche il nome del progetto stART Point, che dal 15 al 23 maggio oc­cuperà trenta spazi per mettere in mo­stra la creatività. Un modo accattivante e dinamico di concepire l’arte. Perchè proprio fuori le mura dell’Accademia c’è il pubblico e lì i giovani artisti han­no deciso di portare le loro opere. Galle­rie, musei, piazze e giardini, ma anche librerie, teatri, scuole ed altri luoghi che non hanno l’abitudine di conversare con l’oggetto artistico. Capitano di questa avventura è il Pre­sidente dell’Accademia, Paolo Targetti. «Per la prima volta non sarà il pubblico a venire nei luoghi dell’arte ma saremo noi a conquistare la città» dice Targetti. «Sarà una guerriglia urbana combattuta con armi virtuose, con talento e fresca creatività».
Il progetto, che si colloca al­l’interno del Genio Fiorentino, porta avanti quelli che sono alcuni punti fon­damentali della rinnovata politica di promozione dell’Accademia: rivalutazio­ne del contemporaneo e incitamento al collezionismo. «L’artista non vive se non esiste il col­lezionista. È necessario però uscire dal­la bolla speculativa del mercato e pro­porsi in modo sostenibile» precisa Tar­getti. In quest’ottica l’Accademia per­metterà ai cento giovani di vendere le opere in mostra, libere da ogni impe­gno contrattuale con l’istituzione. Un’opportunità che ironicamente Tar­getti definisce «low cost», meno urlata e molto più sobria della compravendita dei sempre più rari collezionisti. La kermesse creerà quindi una rete tra 10 gallerie, molti atelier ma anche spazi inusuali, come piazza Bartali da­vanti alla Coop (dove un’istallazione vi­deo meccanica metterà in scena alcune frasi di Giorni felici di Samuel Beckett) o il Pronto Soccorso di Careggi allestito con i dipinti dei giovani artisti. E anco­ra: una mostra nei sotterranei degli In­nocenti alla Santissima Annunziata per indagare il movimento del paesaggio, mentre nelle serre del Giardino dei Sem­plici ci saranno lunghi teli di seta dipin­ti e interventi sui vetri.

Un evento che richiama alla mente la Biennale dei gio­vani talenti, a cui gli stessi organizzato­ri non negano d’ispirarsi. Previste an­che cinque lezioni pubbliche che trove­ranno come aula piazza Santissima An­nunziata. Oliviero Toscani (lunedì 18), Philippe Daverio (martedì 19), Bruno Corà (giovedì 21), Sergio Risaliti (vener­dì 22) e Sergio Givone (sabato 23) si al­terneranno alla cattedra con interpreta­zioni di opere e temi tra modernità e contemporaneità. «Questa è la proposta di un nuovo umanesimo, una riflessione pubblica sullo stato e la necessità dell’arte e un punto di partenza da cui muovere i no­stri passi», ha puntualizzato Giuseppe Andreani, direttore dell’Accademia. «A ciò non mancherà l’opportunità di di­scussione per esigenze oramai urgenti: continua la mancanza di spazi per l’Ac­cademia. Stiamo cercando di creare un Polo delle Arti, in comunione con il Con­servatorio Cherubini e l’Istituto ISIA, ma sussistono le difficoltà. Per il mo­mento l’Accademia si apre alla città in modo metaforico e artistico». A questo discorso Paolo Targetti annuisce bran­dendo la spada sugli accadimenti recen­ti. « stART Point è la risposta dell’Acca­demia di Belle Arti a Firenze che le ha negato lo spazio Quarter di Gavinana».


fonte: corrierefiorentino

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