lunedì 1 giugno 2009

Intervista a dnews.eu

Si è divertito a fare la parte del “supereroe” nell’ultima trovata della Lista Penati, l’a c t i o n - s p ot che schiera il presidente uscente contro l’Impero (morattiano, si intende). Ma adesso che Umberto Bossi se n’è uscito con quel giudizio su Expo («è una manifestazione del secolo scorso»),

Philippe Daverio salta su e si prepara a sfoderare di nuovo il fioretto.
Daverio, ha sentito cos’ha detto il Senatùr sul 2015?
Bossi non può affrontare un tema come quello di Expo: lui rappresenta la cultura del contado, non certo quella urbana. Anzi, tutto quello che è cittadino gli dà fastidio. A Roma, però, la Lega si trova bene. Infatti lì la politica è agreste. Il Carroccio di oggi non c’entra più nulla con la Lega milanese degli anni ‘9 0. Anzi, la realtà è che Bossi odia Milano.
Addirittura?
Quando ero assessore nella giunta Formentini venne solo per una cena ai QuattroMori. Era la sera in cui misero le bombe al Padiglione di Arte Contemporanea di via Palestro: l’avrà pure interpretato come un cattivo segno, ma intanto l’episodio spiega questo rapporto di Bossi con la città. E anche con Malpensa.
Cosa c’entra l’aeroporto?
Il suo fallimento è la dimostrazione che la Lega non è in grado di concepire una
logica industriale. Malpensa è il simbolo di quello che sarebbe l’Italia se la
governasse il Carroccio: un misto di arroganza e incapacità che si riflette
anche sull’aeroporto stesso: se ne è mai accorto?
Veramente non ci ho mai fatto caso.
Malpensa è l’aeroporto più arrogante del globo, per me trovare persone gentili al desk è quasi impossibile. Linate è invece un prodotto della cultura cittadina, che ha nel dna la cortesia nei rapporti e il confronto con gli altri. Malpensa ha un cuore “agricolo”, inadatto a un aeroporto.
Anche lei sta con Quarto Oggiaro?
Quando, da assessore, usai villa Schleiber per il “Festival dell’altro mondo”la gente del quartiere reagì benissimo. L’edificio era un rudere ma l’allestimento fu apprezzato: i residenti erano rispettosi. Quarto Oggiaro non è periferia: è anche per questo che noi vogliamo una città multicentrica, da 3 milioni e mezzo di abitanti.
E Stanca?
Stanca non sa nulla di Milano, è un uomo del Sud cresciuto a Como e non ha capito che essere milanesi significa ragionare al di là dei confini comunali. Io non avrei esitato un secondo a fare di villa Schleiber il centro di Expo.
Dicono che il quartiere sia «poco sicuro».
Quarto Oggiaro è meglio di come lo descrivono ma la gente non lo conosce. E poi, crede davvero che spaccio e droga non siano anche in centro, nella cerchia dei Navigli? La colpa è di una normativa demente e repressiva, dove si sfrutta la sicurezza per far votare alle vecchiette l’area più conservatrice.
Come sta andando l’Expo?
Dovremmo sondare il rapporto tra abitato e ambiente, vita e alimentazione, tra l’Italia e i popoli del mondo. Invece, in quest’Expo non appare mai la prospettiva del futuro cittadino, se non per l’acquisizione di cubature immobiliari da riempire.
E il video-cult?
È uno spot diverso, simpatico, che presenta un altro modo di comunicare, lontano dalla politica dopata e del “chi ha più soldi vince”.
Voi avete scelto il “giallo-Milano”.E gli avversari?
Il grigio-Podestà, che si rivolge a quella che una volta era la maggioranza silenziosa e oggi è sorda a ogni sollecitazione che non sia quella degli
interessi domestici. Io trovo che sia molto meglio essere presbiti e saper guardare lontano piuttosto che fare i miopi alle prese solo col proprio giardinetto.


Fonte: http://www.dnews.eu/contents/pdfedizioni/29-05-2009_DNewsMilano.pdf (PDF)

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