lunedì 10 agosto 2009

Daverio è consulente della cultura a Palermo

Philippe Daverio è stato appena nominato "esperto" per la realizzazione del "progetto Palermo", nuovo impegno culturale dell'amministrazione che tenta di rilanciare eventi e immagine del territorio palermitano. Avendo dovuto rinunciare, a causa del veto posto dalla RAI presso cui ha un contratto, all'incarico di assessore alla cultura che nei giorni scorsi gli era stato attribuito dal sindaco della città Diego Cammarata, il noto critico d'arte, si è insediato in qualità di consulente per i prossimi tre anni.

«Daverio si occuperà dei contenitori e dei contenuti - afferma Cammarata - penso alla rinascita dei Cantieri Culturali della Zisa, ma anche all'utilizzo del Castello a mare appena recuperato. Stiamo aspettando un finanziamento del Ministero ai Beni Culturali, un milione e mezzo di euro per tre anni: dopo potremmo lavorare con calma, programmando la nuova edizione di Kals'art, di cui dopo l'estate avremo un assaggio». Rassegna la cui direzione artistica sarà curata da Alfio Scuderi.

«Sono contento di questa scelta - dichiara Daverio - ho già fatto l'assessore a Milano per quattro anni, e so che non ricoprire il medesimo incarico significa aver più tempo a disposizione, svincolato da impegni burocratici, per concorrere più liberamente alla rimessa in moto culturale, di cui la città ha una potente voglia».

fonte: balarm.it

sabato 8 agosto 2009

Città a misura o contro i bambini?

A Stoccolma sono state costruite delle panchine per i bambini, che cosa pensa lei del design urbano destinato all'infanzia?
Gli italiani coccolano i loro figli, mentre gli svedesi non lo fanno, quindi devono creare una panchina per il bambino, per compensare questo aspetto. Le socialdemocrazie nordiche hanno sempre avuto un rapporto privilegiato con il mondo dell'infanzia, la celebrano, la coccolano.

Quindi è una questione culturale?
Sono diversi da noi, infatti fanno molti più bambini. L'Italia è un paese molto civile in quanto ha deciso di 'decrescere'. E' l'unica cosa per cui abbiamo un primato, noi siamo il paese più civile del mondo, non facciamo più figli per fortuna.

In che senso per fortuna?
Certo. Sono dei criminali quelli che fanno molti figli e si riproducono in grande quantità. E' molto meglio diminuire la natalità piuttosto che sperare in un grande cataclisma che porti l'umanità di nuovo a un miliardo e mezzo di abitanti che la terra possa tollerare. Non è una mia opinione, il politologo Giovanni Sartori sostiene la stessa tesi, l'umanità deve calare di numero.

Concentrandoci sul design urbano per l'infanzia, l'Italia è indietro rispetto agli altri paesi?
Ma l'Italia non si è mai occupata seriamente dell'infanzia. In Italia in alcune zone del paese è abbastanza buona la condizione degli asili nido. L'aria dell'Emilia Romagna è molto emancipata in questo senso, anche Milano se la cava, certo era meglio quando c'ero io... .
La differenza tra gli italiani e gli europei del nord è che noi non abbiamo quel perbenismo sentimental-morale tipico delle popolazioni scandinave e anglosassoni.

Invece, facendo un discorso più economico, i produttori di giocattoli spopolano, i bambini italiani sono pieni di giocattoli, perché anche l'architettura, l'industria del design urbano ad esempio non si rivolgono a questo settore?
L'unica industria che può funzionare in Italia è quella relativa ai prodotti per gli asili, non alle aree aperte. Oggi il tema interessa meno, c'è una grossa decrescita. In Svezia ci sono coppie di 26enni che spingono la carrozzella con al seguito altri due bambini, in Italia queste coppie giovani che formano già una famiglia non ci sono.
Milano rivolge una buona attenzione ai bambini per quel che riguarda il sistema nido e materno, che resta sempre insufficiente, ma non è comunque male

E invece a livello di arredo urbano, che città è Milano pensando all'infanzia?
L'arredo urbano a Milano non c'è neanche per gli anziani, figuriamoci per i bambini. E' una questione astratta quella del design urbano per Milano.
La città milanese odia i proprio cittadini, figuriamoci se pensa a creare qualcosa per i propri bambini. Anzi, credo che se la città potesse, li strozzerebbe i bambini

Cosa pensa di Penati, è la figura giusta per Milano?
Penati sa come funziona l'amministrazione territoriale locale e come si incatenano gli assessorati. Ma oggi a Milano c'è un'unica persona che sa come funziona l'amministrazione. Si tratta del vice sindaco Riccardo De Corato, che l'amministrazione l'ha imparata bene, per poi però 'farla male'. Penati invece è una personalità che piace, a Sesto San Giovanni ha ottenuto dei risultati eccellenti, avrà sicuramente successo.

fonte: 100bimbi.it

Passepartout: Messico e Nuvole

Daverio presenta Passepartout edizione estiva

L’arte e la cultura sono campi vastissimi: ci vorrebbero sei Passepartout, non tutti condotti da me, ovviamente! E poi diciamolo, non è vero che la cultura in tv fa scappare i telespettatori. Gli italiani sono curiosi per questi temi, specie in momenti di crisi come questo la gente si chiede come va il mondo.
Vanno evitate due cose: la pedanteria e la parte tronfia della divulgazione. Passepartout funziona perché io sono un ignorante e racconto il mio percorso di apprendimento sugli argomenti. E faccio partecipe il telespettatore.
Dedicheremo le puntate del 9 e del 16 agosto alla Pinacoteca di Brera, il museo milanese nato due secoli fa, il 15 agosto 1890, giorno del trentesimo compleanno di Napoleone. Ebbene, io ficcherò il naso nell’Orto Botanico, nell’Osservatorio astronomico, curiosando nella ricca collezione di strumenti scientifici, cannocchiali, microscopi, circoli meridiani…e poi ancora a spasso nella biblioteca Braidense che contiene tesori preziosissimi come le versioni autografe dei Promessi sposi, di Alessandro Manzoni. Il tutto ovviamente a modo mio.

fonte: www.tvblog.it

martedì 4 agosto 2009

Aldo Grasso su Daverio

Aldo Grasso dedica un articolo, ma la Riproduzione è Riservata e non possiamo mostrarvelo.

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