«Se la prima parte del periodo vede Cremona in forte difficoltà a causa delle calamità naturali, del carico fiscale, della sua stessa posizione geografica al confine tra territori di diversa amministrazione, a partire dal 1760 la città mostra i segni di una significativa evoluzione, effetto del riformismo teresiano e giuseppino, per esemio nell’ambito dell’assistenza, nella vita religiosa, nello stesso svlippo dell’edilizia pubblica e privata».Platea del "Ponchielli" quasi al completo, sabato 12 dicembre, in occasione della presentazione alla città del settimo volume della collana dedicata alla Storia di Cremona, intitolato “Il Settecento e l’età napoleonica”, edito con il prezioso contributo della Banca Cremonese di Credito Cooperativo in collaborazione con il Comune, la Provincia e la Camera di Commercio.
Special guest del pomeriggio cultrale, come ormai da tradizione, lo storico dell’arte (nonché volto noto della televisione) Philippe Daverio, da alcuni anni ospite fisso della presentazione di ciascun volume della collana che racconta la storia di Cremona dalle sue origine romane.
Collana che si completa quindi di un ulteriore tassello e si appresta a giungere alla sua conclusione, mancando solo un volume - riguardante la prima metà del 1900 - che sarà editato nel 2011, dovendo celebrare l'anno prossimo la Banca Cremonese, con una monografia a sé stante, il centenario di fondazione.
Accanto a Philippe Daverio (che ha preso la parola per ultimo), Carlo Capra, coordinatore del VII volume. Cui è toccato il non facile compito di illustrare sinteticamente il contenuto dell'opera e, quindi, dei 18 saggi che la compongono, tracciando un quadro esaustivo del lungo Settecento cremonese, che prende avvio nel 1706 per concludersi nel1814 (in sostanza: dall’ingresso in Lombardia dell’armata imperiale al comando del principe Eugenio di Savoia fino alla caduta del Regno d’Italia napoleonico e al ritorno degli austriaci).
Presenti anche il sindaco di Cremona Oreste Perri; il presidente della Provincia Massimiliano Salini; il presidente della Camera di Commercio Giandomenico Auricchio; il presidente della Banca Cremonese Antonio Davò; Giancarlo Andenna, membro del Comitato scientifico, facente le veci del coordinatore dell’intera collana, Giorgio Chittolini, assente sabato perchè indisposto.
Il volume “Il Settecento e l’età napoleonica” (Bolis Edizioni) raccoglie testi di: Gianluca Albergoni, Raffaella Barbierato, Rita Barbisotti, Eugenia Bianchi, Edoardo Bressan, Carlo Capra, Renzo P. Corritore, Andrea Foglia, Giacinta Jean, Stefano Levati, Antonio Moccia, Simona Mori, Giorgio Panizza, Floriano Petracco, Maurizio Piseri, Alice Pizzocaro, Giovanni Vigo.
Ricordo che il prezioso tomo funge da strenna natalizia per i circa 3.800 soci della Banca Cremonese. I quali riceveranno l'ambìto dono sabato 19 dicembre durante un'apposita cerimonia che si svolgerà in tutte le filiali della Banca. Il volume sarà poi reperibile - come già accaduto per i ‘capitoli’ precedenti della Storia di Cremona - nelle migliori librerie cittadine a partire dalla prossima primavera.
Gli altri 6 volumi che compongono l’imponente mosaico de “La Storia di Cremona”: L’Età antica, Dall’Alto Medioevo all’Età comunale, Il Trecento - Chiesa e Cultura (VIII-XIV secolo), “Il Quattrocento - Cremona nel Ducato di Milano (1395-1535)”, L’età degli Asburgo di Spagna (1535-1707), L’Ottocento.
Gigliola Reboani
Fonte: e-cremonaweb.it