giovedì 29 settembre 2011

Aldo Grasso: Daverio tolto dai palinsesti



Hanno chiuso «Passepartout», l' unica trasmissione culturale della Rai. Hanno dato il benservito a Philippe Daverio, come fosse una «badante» del sapere, ma nessuno è sceso in piazza a gridare contro l' oscurantismo, la censura, la libertà di pensiero. Nessuno ha evocato editti bulgari, ha parlato di «funerale del Servizio pubblico» o di «Italia del bavaglio», come a suo tempo era stato fatto per Michele Santoro e Serena Dandini. A questo atto di ottusità della Rai, Daverio ha risposto con ironia, componendo un elogio funebre della sua trasmissione: «È improvvisamente mancato "Passepartout", nel pieno della sua salute. Lo compiangono la redazione tutta e centinaia di migliaia di affezionati suoi seguaci. La causa del decesso è da ascriversi probabilmente ad una pallottola vagante sparata durante il riordino amministrativo recente della Rai, che si è trovata costretta a passare dall' ordinamento privato della sua gestione a quello pubblico più consono alle risorse erariali che la alimentano». Poi una stilettata all' ex direttore di Raitre, Paolo Ruffini, passato a La7: «Le truppe di "Passepartout" sono state incoraggiate nel loro impegno dal direttore che le esortava a tenere puliti i ponti e lucidi gli ottoni mentre egli stesso, affezionato capitano, era già sulla scialuppa di salvataggio che lo portava verso un altro bastimento». Il motivo della chiusura è di ordine burocratico: dopo che è stato stabilito che i programmi devono essere realizzati con personale interno della Rai, si è scoperto che «Passepartout» è prodotto da Vittoria Cappelli e utilizza risorse esterne all' azienda. Necessariamente esterne, verrebbe da aggiungere, perché per una piccola produzione del genere, sempre vagante, ci vogliono tecnici che si adattino a tempi e modi non proprio industriali. E poi i costi sono più che sopportabili per Viale Mazzini. Intanto, però, i contratti sono stati bloccati e il programma è sparito dai palinsesti. La burocrazia Rai avrà le sue ragioni e magari un giorno ci spiegherà perché paga format esterni per trasmissioni di interviste e promozioni. Resta il fatto che sparisce il solo vero programma culturale del Servizio pubblico. Non basta parlare di cultura per disseminare qualità. Non è nemmeno essenziale inventare nuovi linguaggi. È necessario, però, avere competenza, passione e gusto per essere credibili su temi così non comuni. Speriamo che la Rai ci ripensi.

Corriere *

9 commenti:

Mnemosyne ha detto...

adoro, è il termine giusto, philippe e le sue trasmissioni di cui vedo le repliche sulla cinque. ho anche postato sul mio blog almeno due articoli, mi auguro che una delle poche trasmissioni intelligenti venga salvata: passepartout
http://tranellidiseta.blogspot.com/2011/08/mi-piace-lorto-in-terrazza-il-cielo.html

ESVASO ha detto...

Quando leggo certe notizie, come ad esempio questa: “La RAI ha deciso di chiudere la trasmissione Passepartout”, mi sale la rabbia e viene da chiedermi “Ma cosa pago il canone da fare?”.
Eliminare dai palinsesti un programma come quello ideato e condotto dallo storico dell’arte Philippe Daverio, per di più dopo dieci anni di onorata carriera, è senza mezza termini una scelta scellerata, insensata, anti culturale.
Tra le righe dell’annuncio della nostra “televisione di stato”, si legge: “Bisogna contenere i costi, questa era una produzione esterna”… stramaledetti, con tutto quello che “spendono e spandano”.
Il pensiero di non guardarmi più la puntata della domenica dopo pranzo mi renderà senz’altro più ardua la digestione, quelle che Daverio ci dava erano pillole del buon umore, tanto da “pettinarci lo stomaco”. Era praticamente l’unica trasmissione di cultura ragionata, intelligente e creativa.
Mi mancherai Monsieur Philippe, uomo d’arte più d’ogni altro, sì, mi mancheranno i tuoi aggettivi beffardi, le tue inquadrature da acuto osservatore, i tuoi commenti “elementari” ma estremamente efficaci. Non solo, mi mancherà anche il tuo savoir faire, il tuo immancabile papillon da dandy, la tua travolgente passione per l’arte.
Mi rendo conto che sto scrivendo come se fossi passato a vita migliore, televisivamente parlando, ma dentro di me ho sempre viva la speranza del ripensamento, alla nostra considerazione di telespettatori paganti, ma che alla fine valgono meno di nulla. Questa è la vita, la triste realtà italiana? Mà...

Anonimo ha detto...

Una delle poche, pochissime trasmissioni televisive dei principali canali rai e mediaset delle quali potrei sentire la mancanza. Philippe Daverio è straordinario: l'impostazione leggera ma raffinata del programma, l'esposizione degli argomenti chiara e mai cattedratica, il collegamento tra le varie arti, tra cui, spesso, la cenerentola musica - presente comunque nella colonna sonora sempre molto appropriata al tema della puntata, talvolta ironica e dissacratoria - e, non ultima, la sua simpatia me lo hanno reso da anni l'appuntamento imperdibile della settimana. Confido nel suo ritorno, anche con un format diverso ma indubitabilmente sempre all'altezza, nel più breve tempo possibile. Nel frattempo mi rivedrò tutte le puntate sul sito della trasmissione.
Grazie.
Stefano e Giuditta da Sarzana

Anonimo ha detto...

Questa notizia mi dà un grosso dispiacere.
D'altra parte una trasmissione divertente tenuta da una persona coltissima e trasversale, che ti aiuta a capire il maggior prodotto interno lordo italiano, cioè la sua arte, diciamocelo:
cosa ci stava a fare...in Italia? E' roba da paesi nordici. E' stata sanata un'anomalia!

vivelalsace ha detto...

Ridateci Philippe Daverio!!!
Philippe se non ti vuole la RAI, ti prego, offri il tuo meraviglioso programma ad una concorrente!! non abbandonarci!!

paxlex ha detto...

Daverio è più che fantastico, non ci sono parole per definirlo. Peccato che abbiano chiuso la trasmissione che seguivo in modo appassionato anche in replica. Speriamo di vederlo e di ascoltarlo (anche in radio) in altre trasmissioni.

Anonimo ha detto...

Sarei felice di poter far avere i miei ringraziamenti al Professor Philippe Daverio per tutto quello che ha fatto in questa trasmissione, per la passione e l'incredibile competenza e capacità di comunicazione con cui ha trasmesso in questi anni la cultura e l'arte a noi spettatori estasiati e a volte non abbastanza informati per seguire con dignità i suoi pindarici voli mentali tra tempo e storia.

Grazie.
Matteo Castellini
Studente Università di Architettura di Firenze

Anonimo ha detto...

Che Daverio sia stato invitato malamente a chiudere una trasmissione di cultura e salvaguardia della capacità di utilizzare quello che ci rimane della nostra intelligenza non può stupirci.Cos'è la cultura in Italia ? Qual'è l'orgoglio di noi italiani verso il patrimonio artistico che i barbari stanno facendo imputridire ? Altrove con 1/10 delle nostre opere d'arte finanzierebbero decine di finanziarie. Continuiamo a suicidarci!

Anonimo ha detto...

Roma dopo il passaggio dei barbari !
Pompei senza ruderi !
Utilizzate le statue che ci rimangono per farne calce !
Che i nostri nipoti riescano a perdonarci !
Italiani, banda di locuste !!!!!!!!!!