mercoledì 14 settembre 2011

Philippe Daverio ad Affari: "Il caso Penati? Non mi stupisco. E sulle sfilate..."

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"Non sono sorpreso. Sono dispiaciuto. I partiti sono finanziati in quel modo oggi come lo erano anche ieri". Philippe Daverio, che nel 2009 era capolista della lista Penati, interviene in un'intervista ad Affaritaliani.it nel caso che vede indagato l'ex presidente della Provincia. "Non sono affatto pentito". E rivela: "La nostra fu una campagna autofinanziata".

Poi il critico d'arte interviene sulla polemica delle sfilate nella Loggia dei Mercanti. "Sarebbe stata una bella cosa per i partigiani. Nessuno sa che lì c'è una sorta di famedio dei partigiani. Avrebbero potuto trarre un vantaggio di comunicazione. La piazza dei mercanti è un luogo un po' desolato".

Lei era nella lista Penati.
"Sì, ero capolista".

Si è pentito?
"No, mi dispiace che il Pd ora si trovi in quella situazione. La questione Penati è più complicata e non riguarda solo me. Non è ancora chiaro".

Che idea si è fatto?
"I partiti sono finanziati in quel modo oggi come lo erano anche ieri".

Ma le accuse contro Penati sono pesanti.
"Il Paese è solo peggiorato negli ultimi vent'anni. Perché mai dovrebbe essere migliorato il clima dell'etica politica?".

L'ex presidente della Provincia è accusato di finanziamento illecito al partito.
"Non sono accuse, queste cose si sanno".

C'è quindi un sistema Penati?
"Come fanno a campare i partiti? Allora quando feci campagna per lui non ero a conoscenza della questione. La nostra fu una campagna autofinanziata. Di poveretti, basata sull'economia del minimo. La mia era una lista fuori dal Pd che si chiamava "Per Penati". Una lista che ha quasi portato a vincere il Pd milanese, abbiamo sconfinato oltre la loro area di influenza".

Quindi accuse infondate?
"No, le accuse sono per definizione vere. Le prove sono un'altra cosa".

E' sorpreso?
"No, sono dispiaciuto. Che tutti i salmi finiscono in gloria è abbastanza probabile".

Cambiamo discorso. Che cosa pensa della polemica delle sfilate nella Loggia dei Mercanti?
"Sarebbe stata una bella cosa per i partigiani. Nessuno sa che lì c'è una sorta di famedio dei partigiani. Ne avrebbero potuto trarre un vantaggio di comunicazione. E' più una questione di avere in cambio qualcosa. Probabilmente la richiesta è stata fatta in modo inelegante".

Ovvero?
"Quelli della moda tendono a fare le richieste un po' arroganti. Io all'epoca li mandai subito al diavolo quando governai Milano. Queste sono cosa che vanno contrattate".

Boeri e il Comune hanno fatto marcia indietro. Le sfilate si terranno vicino alla Rinascente.
"La questione va trattata con la dovuta eleganza. E poi...".

Dica?
"La piazza dei mercanti è un luogo un po' desolato a Milano. Per fare le cose bisogna governarle ed evitare che gli eventi abbiano il sopravvento sulla quotidianità".

Boeri non ha gestito bene la questione?
"Non è colpa sua. E' lì da poco".

Ma i tempi già erano stretti
"Lo farà meglio la prossima volta. La Loggia dei Mercanti mi sembra adatto, è un luogo che ha bisogno di mettersi in vista. Attualmente non ha molta vita".

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