lunedì 25 maggio 2009

Martedì 26 maggio, presentazione del libro di Pierluigi Panza

Martedì 26 maggio 2009 - ore 18.00

Aldo Bassetti
Presidente dell’Associazione Amici di Brera
e
Aurelio Aghemo
Direttore della Biblioteca Nazionale Braidense
sono lieti di invitarla alla presentazione del nuovo libro di Pierluigi Panza
La croce e la sfinge
Con l’autore intervengono Marco Carminati, Philippe Daverio, Diofebo Meli Lupi di Soragna
Biblioteca Nazionale Braidense
Via Brera 28 - Milano

Futurismo: ad Alessandria il 14 giugno

Futurismo sì, ancora, ma visto attraverso una serie di manifesti. Così Alessandria presenta e ospita un evento legato al Movimento nell’anno delle sue celebrazioni. “A+B+C/F=Futurismo. 100 anni di parole in libertà” si potrà visitare nelle sedi di Palazzo del Monferrato e Museo del Cappello dal 14 giugno al 26 luglio.

Una raccolta dei più importanti manifesti del Futurismo per la cui inaugurazione, 14 giugno alle ore 17, è prevista una conferenza-spettacolo tenuta dal critico televisivo più simpatico, apprezzato e seguito: Philippe Daverio.


Approfondimenti: artsblog.it

Nella giuria del Premio Campiello

Per arrivare a scegliere i libri che si giocheranno la finale il 5 settembre prossimo, al teatro La Fenice di Venezia, sono state necessarie ben cinque votazioni da parte della Giuria dei Letterati composta quest’anno dal linguista Gian Luigi Beccarla, lo scrittore Riccardo Calimani, il critico d’arte Philippe Daverio, il sociologo Domenico De Masi, i giornalisti Aldo Forbice e Giuseppe Sottile, la presidente dell’Accademia della Crusca Nicoletta Maraschio, il critico letterario Lorenzo Mondo, gli italianisti Salvatore Silvano Nigro e Silvio Ramat, l’esperta d’arte Patrizia Sandretto Re Rebaudengo guidati dall’architetto svizzero Mario Botta. I primi tre nomi erano usciti fuori subito: Elena Loewenthal con Conta le stelle, se puoi (Einaudi) ha preso il largo con 12 voti; a pari merito con 9 preferenze Almeno il cappello (Garzanti) di Andrea Vitali e Il superstizioso (Sellerio) di Francesco Recami.

La scelta dei due rimanenti è stata, invece, più sofferta. Al quinto tentativo è emerso Pierluigi Panza e il suo La croce e la sfinge, vita scellerata di Giovan Battista Piranesi (Bompiani) e solo con il voto finale dell’architetto Botta, si è deciso per il libro di Margaret Mazzantini Venuto al mondo. Due gli elementi comuni tra i romanzi di quest’anno: i ritratti di vite normali, microcosmi comuni che non sempre rimandano al generale (mentre per Forbice proprio la capacità di raccontare la quotidianità può spiegarci la società contemporanea); e in secondo luogo la Grande Storia che fa da sfondo alle vicende comuni.

Fonte: nuovasocietà.it

giovedì 7 maggio 2009

Ad Asti

Dal 9 al 14 giugno torna ad Asti Passepartout, il festival organizzato dalla Biblioteca Astense nel cortile di Palazzo Alfieri.

Quest’edizione sarà incentrata sul 1929 e la grande crisi: ampio spazio alla storia economica dunque, ma anche alle tematiche politiche, senza dimenticare gli aspetti di costume. (...) Spazio all’arte, con un intervento di Philippe Daverio su Bauhaus, arte e regime

approfondimenti: http://www.gazzettadasti.it/content/2009-05-07/i-nomi-di-passepartout

mercoledì 6 maggio 2009

A Daverio il premio per l'informazione

E’ l’architetto Philippe Daverio il vincitore della quarta edizione del “Premio Alassio per l’informazione” che intende valorizzare il lavoro dei “diffusori” di cultura sui mass media italiani.

Daverio, storico dell’arte, nato a Mulhouse (Alsazia) nel 1949, già assessore alla cultura di Milano, docente al Politecnico milanese e all’università di Palermo, è noto come conduttore del programma di Raitre “Passepartout”. Nell’albo d’oro del riconoscimento alassino figurano Sinibaldi, Sermonti e Augias. Il “Premio Alassio per l’informazione” si prefigge di riconoscere il ruolo svolto da chi, lungo la filiera del libro, favorisce la saldatura fra il romanzo e l’editore, da una parte, e il lettore, dall’altra.

Il premio sarà conferito venerdì 11 settembre, alle ore 21, in piazza Partigiani ad Alassio.

approfondimento: ponentenotizie.it

Daverio: tre quarti delle mie ricerche sono su internet

[senza internet] come potrebbe cambiare la vita lavorativa? “I due dati oggettivi della globalizzazione sono internet e il telefonino: il tempo reale del lavoro è legato al tempo di internet” dice Philippe Daverio, critico d’arte.

[internet] Uno strumento insostituibile, dunque: “Tre quarti delle mie ricerche sono su internet: soltanto la Library of congress (la Biblioteca del Congresso Usa, ndr) permette l’accesso a 8 milioni di volumi online: quattro volte di più di tutte le biblioteche di Milano” osserva Daverio.

E immagina: “[senza internet] Saremmo tutti del 70 per cento più stupidi. Anzi, imbecilli: l’etimologia della parola è ‘colui che non ha il baculum’, il bastone della ragione”.

approfondimento: panorama

A Firenze in piazza Santissima An­nunziata il 19 maggio

Il fiume della creatività è in piena e si prepara a esondare, nei prossimi giorni con i suoi giovani talenti, nelle strade cittadine. Sono loro, gli studenti dell’Ac­cademia di Belle Arti, che escono dal­l’antica struttura per invadere Firenze. Sarà una «guerriglia» di artistici gesti e antiche convinzioni. «Il degrado citta­dino, noi, lo combattiamo con l’arte!» dice Michele, rappresentante degli stu­denti. E questo è il punto di partenza, come cita anche il nome del progetto stART Point, che dal 15 al 23 maggio oc­cuperà trenta spazi per mettere in mo­stra la creatività. Un modo accattivante e dinamico di concepire l’arte. Perchè proprio fuori le mura dell’Accademia c’è il pubblico e lì i giovani artisti han­no deciso di portare le loro opere. Galle­rie, musei, piazze e giardini, ma anche librerie, teatri, scuole ed altri luoghi che non hanno l’abitudine di conversare con l’oggetto artistico. Capitano di questa avventura è il Pre­sidente dell’Accademia, Paolo Targetti. «Per la prima volta non sarà il pubblico a venire nei luoghi dell’arte ma saremo noi a conquistare la città» dice Targetti. «Sarà una guerriglia urbana combattuta con armi virtuose, con talento e fresca creatività».
Il progetto, che si colloca al­l’interno del Genio Fiorentino, porta avanti quelli che sono alcuni punti fon­damentali della rinnovata politica di promozione dell’Accademia: rivalutazio­ne del contemporaneo e incitamento al collezionismo. «L’artista non vive se non esiste il col­lezionista. È necessario però uscire dal­la bolla speculativa del mercato e pro­porsi in modo sostenibile» precisa Tar­getti. In quest’ottica l’Accademia per­metterà ai cento giovani di vendere le opere in mostra, libere da ogni impe­gno contrattuale con l’istituzione. Un’opportunità che ironicamente Tar­getti definisce «low cost», meno urlata e molto più sobria della compravendita dei sempre più rari collezionisti. La kermesse creerà quindi una rete tra 10 gallerie, molti atelier ma anche spazi inusuali, come piazza Bartali da­vanti alla Coop (dove un’istallazione vi­deo meccanica metterà in scena alcune frasi di Giorni felici di Samuel Beckett) o il Pronto Soccorso di Careggi allestito con i dipinti dei giovani artisti. E anco­ra: una mostra nei sotterranei degli In­nocenti alla Santissima Annunziata per indagare il movimento del paesaggio, mentre nelle serre del Giardino dei Sem­plici ci saranno lunghi teli di seta dipin­ti e interventi sui vetri.

Un evento che richiama alla mente la Biennale dei gio­vani talenti, a cui gli stessi organizzato­ri non negano d’ispirarsi. Previste an­che cinque lezioni pubbliche che trove­ranno come aula piazza Santissima An­nunziata. Oliviero Toscani (lunedì 18), Philippe Daverio (martedì 19), Bruno Corà (giovedì 21), Sergio Risaliti (vener­dì 22) e Sergio Givone (sabato 23) si al­terneranno alla cattedra con interpreta­zioni di opere e temi tra modernità e contemporaneità. «Questa è la proposta di un nuovo umanesimo, una riflessione pubblica sullo stato e la necessità dell’arte e un punto di partenza da cui muovere i no­stri passi», ha puntualizzato Giuseppe Andreani, direttore dell’Accademia. «A ciò non mancherà l’opportunità di di­scussione per esigenze oramai urgenti: continua la mancanza di spazi per l’Ac­cademia. Stiamo cercando di creare un Polo delle Arti, in comunione con il Con­servatorio Cherubini e l’Istituto ISIA, ma sussistono le difficoltà. Per il mo­mento l’Accademia si apre alla città in modo metaforico e artistico». A questo discorso Paolo Targetti annuisce bran­dendo la spada sugli accadimenti recen­ti. « stART Point è la risposta dell’Acca­demia di Belle Arti a Firenze che le ha negato lo spazio Quarter di Gavinana».


fonte: corrierefiorentino

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